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 ma lo saranno a breve termine

 
 

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Tutte le immagini di copertina sono tratte da fotografie che ho scattato personalmente e sono quindi coperte da copyright.

 

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         e può essere molto piacevole.    

 

 

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N E W S

 

E' uscito il mio ultimo romanzo

 "UNA SOTTILE VENDETTA"

ed è disponibile sui maggiori siti on line 

 con sconto del 15%, consegna gratuita. 

disponibile anche in e-book

 

 Per prenotazioni o ordini potete contattarmi via mail:

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Per informazioni contattatemi ad una delle due mail qui sopra.

 

 

 

UNA SOTTILE VENDETTA

 

Capitolo 1 

Milano, una giornata qualsiasi

“Una cioccolata con panna prego.”

Dicendo queste parole Lucy si sedette al tavolino del bar sotto il suo ufficio. Erano le sei del pomeriggio, un pomeriggio lungo e pieno di contrattempi. Lavorava in uno studio legale e di solito il suo orario terminava alle diciassette ma quella volta aveva dovuto fermarsi fino alle diciotto per alcune pratiche urgenti. Era stanca e non vedeva l’ora di farsi un bel bagno caldo e ristoratore. Però una sosta per una deliziosa cioccolata calda pensava di meritarsela. Il bagno poteva aspettare, alla fine non era poi così urgente.

Dopo una giornata di lavoro, a casa l’attendeva un bel mucchio di biancheria da stirare e i pavimenti da lavare perché al mattino non faceva mai in tempo a pulirli. Era sempre in ritardo e così, la sera si ritrovava una fatica in più. Poi, non ultimo, c’era il cane da portare a spasso. Lo sapeva anche lei, non era capace di organizzarsi. Diceva a se stessa che avrebbe dovuto alzarsi almeno un’ora prima per poter avere un po’ più di libertà alla sera, quando rientrava, ma non c’era rimedio. Tutte le mattine indugiava a letto fino a quando si rendeva conto che ormai era irrimediabilmente troppo tardi per tutto. Ma purtroppo lei era fatta così e non poteva farci niente. Sperare di avere un aiuto da Roby - suo marito - era del tutto fuori discussione.

Lui era un manager di un’importante società, spesso costretto a viaggiare, e la sera tornava a casa tardi. Lei non poteva quindi pretendere che si occupasse neanche minimamente dei lavori domestici. Mentre sorseggiava la sua cioccolata pensava che, se Roby non avesse tardato tanto, avrebbero potuto cenare fuori. Così non sarebbe stata costretta a cucinare, lavoro che non le piaceva affatto. Pensò di telefonargli per chiedergli a che ora sarebbe rientrato. Formò il numero e attese. Dopo una decina di squilli chiuse la comunicazione. Roby forse non poteva rispondere. Evidentemente o stava guidando, o era impegnato in qualche discussione al lavoro. Attese una mezz’ora poi tentò nuovamente, senza risultato.

Si alzò, pagò la consumazione e si mise alla guida della sua auto per tornare a casa. Forse nel frattempo sarebbe arrivato anche Roby.

Arrivò a casa alle diciannove e trenta, ormai tardi per stirare e anche per rigovernare un po’ la casa. Roby non era ancora tornato. Chiamò il cane e uscì per la passeggiatina. Fece il giro dell’isolato e rientrò in casa.

Andò in bagno e aprì l’acqua per riempire la vasca. Non vedeva l’ora di immergersi e non pensare a nulla. Rimase una buona mezz’ora nella vasca poi si rivestì. Strano che Roby non l’avesse avvisata del suo ritardo. Quando capitava, non mancava mai di telefonarle.

Lo chiamò di nuovo. Appena composto il numero sentì una suoneria e il cellulare di Roby si illuminò.

Ecco perché non rispondeva! L’aveva dimenticato a casa, sul tavolo della cucina.

Lucy lo prese, guardò il visore che segnalava diverse chiamate perse. Le sue, e altre. Nomi e numeri che non conosceva. Si fermò un attimo a riflettere. Quante telefonate riceveva Roby, e da chi? Non se lo era mai chiesto, aveva fiducia in lui, ma adesso le era venuta la curiosità di saperlo. Anche i messaggi erano tanti. Rimase un attimo a guardare il telefono senza risolversi ad aprirne almeno uno. Non poteva farlo, perché avrebbe dovuto? A parte il fatto che lui se ne sarebbe subito accorto, non le andava proprio di invadere la sua privacy. Però la tentazione era forte. Diede uno sguardo alla finestra che dava sulla strada per vedere se magari Roby non stesse arrivando proprio in quel momento. La strada era quasi deserta. Pochi passanti frettolosi e poche auto in circolazione. Era ora di cena.

Riprese il cellulare e cliccò l’icona dei messaggi. Ce n’erano una decina. Alcuni erano di lavoro, conosceva i nomi dei colleghi di Roby, altri erano messaggi pubblicitari e infine c’era n’era uno che destò il suo interesse.

C’era il nome di chi l’aveva mandato - “Amanda” - seguito da un numero. Senza esitare lo aprì e nel momento stesso che lo fece desiderò di non averlo fatto. Era chiaramente e inequivocabilmente un messaggio che denunciava una triste verità: suo marito la stava tradendo. Frasi come “amore, non vedo l’ora di vederti, stanotte mi sei mancato…” non lasciavano dubbi. Non poteva essere vero! Si sentì smarrita, annichilita, delusa e piena di una rabbia sorda che velocemente s’impossessava di lei. Perché? Perché un’altra donna? Cosa c’era che non andava nel loro matrimonio? La loro era sempre stata un’unione invidiabile. Niente screzi, pochissimi litigi, buona intesa sessuale, stessi interessi e ottimo dialogo. E allora? Cos’era accaduto, tutto ad un tratto? Oppure la cosa durava da molto tempo, e allora… allora era tutta una finzione la loro intesa? E come mai lei non ne aveva mai avuto il benché minimo sospetto? Aveva sempre pensato che se mai fosse capitata una cosa del genere, lei se ne sarebbe accorta subito. Non sapeva bene come se ne sarebbe accorta, ma ne era certa. Ebbene, si sbagliava. Era duro ammetterlo, ma era evidente che era così. Suo marito la tradiva, forse da sempre.

Adesso doveva pensare a cosa avrebbe fatto. Già! Come avrebbe potuto continuare a convivere con un uomo del quale non poteva avere più nessuna fiducia? Impossibile. Il solo pensiero le faceva schifo, sì, schifo era la parola che le veniva in mente se pensava al tradimento.

Come si sarebbe comportata? Come avrebbe affrontato la situazione? Non lo sapeva, ma in quel momento, proprio mentre vedeva tutto il disgusto che questa rivelazione le creava, realizzò che doveva reagire, in qualche modo, senza esitazioni o compatimenti.

Non avrebbe accettato nessun compromesso, nessuna scusa. Sì, ma poi? Cosa avrebbe fatto dopo? Beh, al dopo ci avrebbe pensato dopo. Adesso ciò che s’imponeva era aggredire Roby. Doveva farlo, senza dargli il tempo di difendersi o di negare. Doveva fargli capire che la loro storia - se mai ce ne fosse stata una - era finita, morta, sepolta. Poteva dimenticarsi di lei, come lei si sarebbe dimenticata del suo ricordo. Anche se, non poteva negarlo, non sarebbe stato facile. Tutto il suo amore per lui le urlava dentro, le faceva male, ma l’umiliazione che le aveva procurato faceva altrettanto male.

Non riusciva nemmeno a piangere. Le lacrime erano trattenute dalla rabbia e dall’amarezza.

Tra poco sarebbe entrato da quella porta e si sarebbe avvicinato per darle il solito bacio, come sempre, come se niente fosse. Ma adesso lei sapeva. Mai più avrebbe tollerato la sua presenza. Al solo pensiero di dividere la vita con chi l’aveva tradita si sentiva rivoltare dal disgusto.

Non sapeva come occupare il tempo aspettando il suo ritorno. Girava da una stanza all’altra senza riuscire a star ferma. Si sedeva, per rialzarsi subito dopo e continuare ad andare alla finestra.

Trascorse ancora una mezz’ora in questo modo e poi sentì la macchina che arrivava sotto casa. Sentì la saracinesca del box che si alzava e che si riabbassava poco dopo.

Roby stava per entrare.

Capitolo 2

“Ciao tesoro, scusa se non ti ho avvisato, ho dimenticato il cellulare a casa!”

Disse Roby aprendo la porta. Lucy non era nella stanza.

“Lucy, amore… sono arrivato…”

Lentamente lei entrò nella sua visuale. L’espressione del suo volto mostrava chiaramente che c’era qualcosa che non andava. Non una parola usciva dalla sua bocca.

“Sei arrabbiata perché non ti ho avvisato, hai ragione ma il cellulare…”

“Il cellulare era qua, sul tavolo della cucina. Avresti fatto meglio a non dimenticarlo.”

Rispose lei in malo modo.

“Ma Lucy, cosa c’è? Che ti prende?”

“Che mi prende? Vattene Roby, vattene via, non voglio più vederti!”

“Ma cara, cosa stai dicendo? Non capisco…”

“Ah, non capisci, e questo allora lo capisci?”

Disse lei mostrandogli il messaggio rivelatore.

Velocemente lui diede un’occhiata al visore e la sua espressione cambiò di colpo. Impallidì, si guardò attorno, poi cominciò a balbettare.

“Ma… ecco… Lucy, cosa credi? Cosa pensi? ... io…”

“Roby, per piacere risparmiami la commedia.  Pensi che io sia così idiota da crederti dopo aver letto questo messaggio di… Amanda? Amanda! Bel nome vero? Molto romantico. E di cognome come fa? Troya?”

“Lucy, ascolta ti spiego.”

“Non spiegare niente perché non c’è niente da spiegare. E’ tutto così evidente! Tu hai un’altra donna, non so da quanto ma non ha importanza se è un giorno, un mese o un anno… capisci che non fa nessuna differenza? Il fatto è che … oh, ma cosa sto a parlare con te! Vattene Roby.”

“Ascolta Lucy, non vuoi che ne parliamo un momento, come due persone civili?”

“Non mi sembra che tu ti sia comportato molto “civilmente”. Due persone civili? Cosa significa secondo te? Che uno può tranquillamente avere un’amante? È questa la tua “civiltà”? O vuoi farmi capire perché hai un’amante? Se non fosse disgustoso sarebbe interessante sentire cosa hai da dire, ma te lo risparmio. Vattene, vattene, esci dalla mia vita. Riesci a capirlo che non ti voglio più vedere?”

“E va bene, ma non è come pensi…”

“Ah no? E com’è allora?”

“E’ molto più grave.”

“Cosaaaa”?

“Beh, te la sei voluta, mia cara. Sì, ho un’altra. Ma non è un’avventuretta e lei non è una troya come gentilmente l’hai chiamata tu. Noi ci amiamo.”

Malgrado ciò che provava dentro nel sentire quelle parole, Lucy non si lasciò annientare, almeno apparentemente.

Dentro di lei si stava scatenando l’inferno e sentimenti di rabbia, odio, impotenza e indignazione le davano in quel momento l’unica forza che le serviva per tener testa alla situazione. Lentamente sillabò:

“Vi amate? Ma davvero? Ah, beh, questo cambia tutto secondo te vero?”

“Sì cambia tutto, hai perfettamente ragione, te lo avrei detto tra poco… quando sarebbe nato il figlio che Amanda aspetta. Capisci ora? Amanda aspetta un figlio, un figlio mio!”

Un figlio! A questo Lucy non aveva pensato e questa rivelazione la colpì come un pugno allo stomaco.

Alla luce dei fatti non cambiava molto, almeno per lei. Che lui avesse un figlio o meno questa era solo una conseguenza del fatto che l’aveva tradita, però messa davanti a questa verità, qualcosa dentro di lei si spezzò e capì perché l’aveva tradita.

Lei non poteva avere figli.

 

RECENSIONE

RECENSIONE  DI SILVIA BOSIO

 Per favore non me ne vogliate, mi scoccia dirlo ma non amo molto leggere.Non sono una di quelle che ha sempre un libro in mano come il resto della mia famiglia, ma i libri di Grazia mi tengono incollata alle pagine.

L'ultimo in particolare, "una sottile vendetta" l'ho letto d'un fiato. Come sempre succede ho il privilegio di gustarmelo anche in fase di stesura e spesso finivo prima io di leggere che l'autrice di spedirmi il seguito. Allora le mandavo delle mail minatorie "se non mi fai sapere in fretta cosa combina Amanda ti lego al computer." 
La storia di Amanda infatti è travolgente, riesce a catturare il lettore e pur non essendo un buon personaggio, forse alla fine si riesce anche a comprendere i suoi comportamenti scorretti. Grazia descrive la sua vicenda come meglio sa fare e cioè usando quella particolare e curata semplicità che non cade mai nel banale e che contraddistingue da sempre il suo modo di scrivere.
Il personaggio della madre, seppur effimero e quasi secondario, è fondamentale per l'intreccio della vicenda. la sua tragica decisione, benchè comprensibile è decisamente contro natura e fa riflettere qualsiasi genitore. 
il libro scivola silenziosamente nel genere 'legal thriller' che lo rende ancora più avvincente.
La forza e il coraggio che determinano La ex moglie ( non mi ricordo il nome)sono classici delle protagoniste dei libri che Grazia puntualmente ci regala e che conoscendola, trovo molto autobiografici.
"Una sottile vendetta" insieme alla Casa sulla scogliera" e a "Granelli di sabbia" completa la triade da me preferita. consiglio a tutti i suoi lettori di non perdere il libro e a chi ancora non la conosce di cominciare proprio da quest'ultimo una collezione che arricchirà la sua libreria. 
Silvia Bosio
 
 
 
 
RECENSIONE  DI NICOLETTA BOSIO
 

Una sottile vendetta… uno dei titoli più azzeccati che mi sia capitato di veder visto abbinato ad una trama.

Infatti, seppur il romanzo ruota intorno alla figura della piccola Margherita, una neonata ignara della sua sorte, il personaggio che più spicca è la crudele Amanda, che ricorda, in perfidia ed egoismo, la Crudelia Demon della fiaba La carica dei 101.

Spietata ed arrivista, Amanda non esita ad usare le persone per raggiungere il suo unico scopo: quello di condurre una vita agiata. Per riuscirci seduce il suo capo ufficio, Roby, nonostante sappia che è sposato, arrivando addirittura a farsi mettere incinta per indurlo a lasciare la moglie, che per problemi di sterilità non potrà mai dargli il tanto desiderato figlio.

Il problema è che Amanda non è nata per fare la madre, i pianti della bambina la irritano e la turbano e nemmeno la presenza di una brava babysitter la aiuta a sopportarla.

Infine, dopo aver conosciuto un uomo ricco senza troppe pretese, lascerà Roby e la piccola Margherita per dedicarsi ai suoi unici hobbies: fare shopping e bere.

Quando questa storia si concluderà, Amanda si ritroverà sola e senza denaro.

Il suo unico appiglio è quello di mettere le mani sull’eredità della madre, deceduta da poco.

Questo è lo snodo che porta alla conclusione della vicenda, inaspettata quanto efficace.

Infatti, Mariagrazia Perricone ci guida attraverso la mente malata della protagonista senza mai mollare la presa sulla suspense e sulla tensione che inevitabilmente coinvolge anche gli altri personaggi implicati nella vicenda, Lucy e Christian.

Di Lucy possiamo dire che sia un po’ l’antieroina, l’opposto di Amanda: è una donna forte e determinata, ma che esprime anche le proprie fragilità quando la vita la mette di fronte a problemi all’apparenza irrisolvibili.

Lei, però, al contrario di Amanda, sa contare sulle proprie forze e ha un uomo accanto a sé (Christian) che la sostiene e le dà l’energia necessaria per non smettere di credere in se stessa.

Per concludere, l’ho trovato un romanzo profondo nel quale i personaggi sono scolpiti a colpi di cesello da una mano esperta che scrive tenendoci con il fiato sospeso fino alla fine.

 

 

 

 

 
 
 
 
 

 

 

 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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COMMENTI - RICHIESTE - INFORMAZIONI

Recensione "Granelli di Sabbia"

Ho voluto leggerlo tutto d'un fiato. Un libro piacevole, presentato bene. Il personaggio una donna forte, che nonostante i drammi, non si arrende. Una storia che non ti aspetti, ogni pagina è una sorpresa. Grazie!!

R: Recensione "Granelli di Sabbia"

Ma grazie!!!! davvero gradito il tuo conmmento, non me lo aspettavo proprio!

sito

Dopo aver visto questo sito, devo sinceramente dire che mi è tornata la voglia di leggere alcuni dei suoi libri! Innanzitutto sono presentati benissimo, con molta cura ed è interessante l'idea delle anteprime. Si vede l'amore e la passione con cui sono stati fatti i book-trailer e credo siano in pochi a sapere davvero quanto sentimento c'è un questo lavoro! Inoltre, nei suoi racconti, Mariagrazia pagina dopo pagina, ci porta con il suo linguaggio famigliare e quotidiano, nella vita dei personaggi e nelle loro storie in modo chiaro e amichevole. Personalmente non mi dispiacerebbe avere per amica una qualsiasi donna protagonista dei romanzi. Sono donne forti, vere e geniali, che fanno della loro vita e dei loro drammi personali, punti di partenza per ricominciare e non arrendersi. Sono donne simili alla scrittrice che li ha creati e che io sono fiera di avere nella mia vita. Concludo con un piccolo pensiero personale: ringrazio l'autrice per aver scritto "Ganelli di sabbia", in un momento in cui tu eri lontana mi sei stata vicino lo stesso e mi hai aiutata tantissimo con il tuo racconto....per me quel libro è ancora aperto e non avrà mai fine.... Grazie.

R: sito

se volevi farmi versare qualche lacrima ,ci sei riuscita. Non so se merito tanto, ma GRAZIE!!!!! ciò che hai scritto di Granelli di sabbia e ciò che è stato per te mi riempie di ricordi...

nuova visita al sito

Ho rivisitato questo sito dopo un po' di tempo e devo dire che l'ho trovato ulteriormente migliorato.
Belle le immagini, belli i book-trailer e molto bella l'immagine di copertina.
Ci sarebbe forse ancora qualche ritocco da fare, ma devo fare i miei complimenti a Mariagrazia!!

sito

Bellissimo sito. Chiaro da consultare, esauriente e con una bella grafica.
Bella inoltre l'idea di inserire le anteprime dei vari romanzi, aiuta a farsi un'idea sulla scrittura di questa superba autrice, sempre coraggiosa nell'affrontare situazioni difficili e nel raccontare storie di vita quotidiana in modo mai banale o superficiale.
Il suo stile diretto, asciutto e a volte quasi colloquiale ce la fa sentire un po' amica, un po' la persona a cui racconteresti un segreto o un grosso problema, ben sapendo di trovare in lei un buon orecchio... prima o poi rielaborerà la vicenda, elevandola a letteratura.

R: sito

grazie Nicoletta del bellissimo commento!

R: R: sito

Figurati!! Ho scritto solo quello che penso

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